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Come è noto, la pausa pranzo è un momento fondamentale nella giornata di ognuno, anche a livello lavorativo: questo break è infatti essenziale per nutrirsi, per trovare un po’ di relax e svago, per dedicarsi a un po’ di socialità con i colleghi, e via dicendo. Non a caso il break per il pranzo viene spesso preso in considerazione all’interno dei piani di welfare aziendale, sapendo che garantire ai propri dipendenti una pausa pranzo soddisfacente e salutare è prezioso per avere risultati migliori a livello di performance, produttività e fatturato (nonché di employee engagement e di employer branding).


Ci sono del resto molti modi diversi attraverso i quali un’azienda può decidere di gestire la pausa pranzo: può non farlo affatto, può offrire un servizio di mensa aziendale, può optare per l’indennità sostitutiva di mensa in busta paga, può scegliere di distribuire dei buoni pasto, o ancora, può prendere in considerazione la mensa diffusa. Vediamo di cosa si tratta!

Cos’è la mensa diffusa

Tutti sanno cos’è una mensa aziendale, molti conoscono i buoni pasto, ma non sono tante le persone che conoscono il significato di “mensa diffusa”, men che meno a livello aziendale. Facciamo subito chiarezza: con questo termine si indica un sistema per l’appunto diffuso, attraverso il quale l’azienda eroga ai propri lavoratori dipendenti un servizio di mensa senza però dover contare su una vera e propria mensa interna; a sostituirla sono infatti delle convenzioni con degli specifici locali e ristoranti presenti nella zona dell’azienda.


Si capisce quindi che, a livello concettuale, la mensa diffusa si situa a metà strada tra la classica mensa aziendale e l’utilizzo dei buoni pasto: una mensa diffusa è infatti una rete di luoghi in cui mangiare, di solito limitata, nella quale è possibile individuare ristoranti, bar, tavole calde, pizzerie e via dicendo. Tipicamente, l’accesso al servizio di mensa diffusa organizzato dall’azienda è possibile attraverso badge, o eventualmente mediante l’utilizzo di speciali voucher per il pasto.
Prima di approfondire nel concreto la differenza tra buoni pasto e mensa diffusa, vediamo quali sono le norme di riferimento che regolano quest’ultima.

Mensa diffusa: la normativa

Qual è la normativa che regola la mensa aziendale diffusa? Tutto poggia ovviamente sul Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n.66, il quale – pur non obbligando nessuna azienda ad avere una mensa o a distribuire dei buoni pasto – sancisce che la pausa pranzo è un diritto di tutti i lavoratori il cui orario di lavoro supera le 6 ore giornaliere. L’obbligo di concedere una pausa pranzo è la base da cui partire per capire questo servizio, laddove invece la mensa diffusa può essere considerata assimilabile, a livello fiscale, al servizio di mensa interna.

I vantaggi dei buoni pasto rispetto alla mensa diffusa

In linea di massima sono molto chiari i vantaggi (per le aziende come per i dipendenti) dei buoni pasto rispetto ad alternative come la classica mensa aziendale o come l’indennità di mensa in busta paga. Può essere invece meno immediato individuare i vantaggi dei buoni pasto rispetto alla mensa diffusa così come descritta; ecco, dunque, i benefici concreti dei buoni pasto come quelli distribuiti da Repas, che permettono alle aziende di aumentare il potere di acquisto dei propri dipendenti accedendo allo stesso tempo a importanti vantaggi fiscali.

  • Massima libertà di scelta del luogo in cui mangiare: rispetto alla mensa diffusa, i buoni pasto danno la possibilità di pranzare o di acquistare il cibo in una rete estremamente vasta di ristoranti, bar e negozi alimentari, grazie ai sistemi capillari costruiti dai migliori fornitori di buoni pasto. Niente di simile è possibile invece con la mensa diffusa, che si riduce tipicamente a pochi locali presenti nei pressi della sede aziendale.
  • Possibilità di fare la spesa alimentare con i buoni pasto: a differenza del servizio di mensa diffusa, i buoni pasto possono essere utilizzati anche per fare la propria normale spesa alimentare, all’interno di supermercati e negozi convenzionati. Questo è prezioso in particolar modo per chi lavora da casa o per chi preferisce preparare da sé il pasto da portare a lavoro.
  • Possibilità di cumulare i buoni: non va dimenticato, infine, il vantaggio di poter accumulare i buoni pasto. Non c’è infatti nessun obbligo di usare un buono alla volta: è possibile utilizzarne fino a 8 per la singola spesa alimentare, mentre i voucher per pranzare in una mensa diffusa possono essere utilizzati, di solito, solo singolarmente.

Stai pensando a quale soluzione offrire per il pranzo dei tuoi dipendenti? Scopri subito i buoni pasto Repas e i loro vantaggi per la tua azienda!

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