Pranzare non vuol dire esclusivamente consumare un pasto: questa è la base fondamentale per capire il social eating in azienda. Certo, per gli italiani, e più in generale per chi vive nell’Europa mediterranea, questo è quasi scontato. Il pasto, nella nostra cultura, viene infatti considerato tradizionalmente come un momento di condivisione, di riunione, durante il quale intorno al tavolo si scambiano non solo cibi, ma anche opinioni, racconti, idee, suggestioni e informazioni. Per l’appunto, qualcosa di molto più grande e importante della semplice assunzione di calorie. È da questo presupposto che si può intendere le potenzialità del social eating in azienda. Ma cos’è nel concreto il social eating, e come può essere realizzato in ufficio? Quali sono i vantaggi per l’azienda, e quali per i dipendenti? E ancora, in che modo si potrebbe favorire questa pratica durante le classiche pause pranzo?
Cos’è il social eating in azienda
Il concetto di social eating nasce al di fuori del mondo aziendale. Questo termine è stato infatti coniato in California, e più nello specifico nella Silicon Valley, per indicare una particolare tipologia di somministrazione di pasti: attraverso una piattaforma online, una persona mette a disposizione il proprio domicilio e prepara dei pasti da mangiare insieme ad altre persone, tendenzialmente estranee, a fronte di un pagamento. Ecco che allora con il termine social eating si indica più in generale il fatto di condividere un pasto con delle persone diverse da amici o familiari; nel mondo aziendale, questo termine è finito invece per indicare l’organizzazione di pause pranzo condivise tra i colleghi, declinata in tanti possibili modi.
Ma per quale motivo il social eating in ufficio è arrivato a essere inserito nelle politiche di welfare aziendale? Quali sono i benefici che il “mangiare insieme” può assicurare, e come può un’azienda stimolare il social eating durante la pausa pranzo?
I vantaggi del social eating aziendale
Negli ultimi anni ci sono stati diversi studi accademici tesi a dimostrare i benefici del social eating in azienda. Tra questi c’è stata, per esempio, una ricerca del dipartimento di Scienze sociali e Scienze nutrizionali della Cornell University: per capire i vantaggi del social eating in ufficio, i ricercatori hanno monitorato le performance di due gruppi di lavoratori per 15 mesi; il primo gruppo con l’abitudine di trascorrere insieme la pausa pranzo, il secondo gruppo composto da persone che invece passavano il break in solitudine. Al termine del periodo di monitoraggio, i livelli di efficienza del gruppo che viveva il pranzo in modo sociale sono risultati significativamente più alti rispetto a quelli del secondo gruppo.
Ma in che modo il social eating in azienda può favorire delle buone performance? Semplice: una pausa pranzo condivisa può favorire un maggiore benessere psicologico delle persone, che sono pur sempre “animali sociali”; un gruppo che condivide i pasti è tendenzialmente più affiatato e maggiormente portato a fare squadra (non a caso, nelle attività di team building si riconosce una grande importanza proprio al momento dei pasti). Non va poi dimenticato il fatto che un’azienda che favorisce il social eating può avere benefici notevoli in fatto di employer branding e di employee retention.
Resta da capire in che modo favorire il social eating in azienda!
Come favorire il social eating
Si stima che quasi 35 milioni di italiani siano abituati a pranzare fuori casa, nella grande maggioranza dei casi per ragioni lavorative. Queste persone si trovano a mangiare in mense aziendali, ma anche in ristoranti e bar, per non parlare dei pasti consumati sul posto di lavoro, in un’area dedicata per i break oppure direttamente alla scrivania, con pasti portati da casa o consegnati attraverso dei servizi di delivery.
Le aziende che non mettono a disposizione un servizio di mensa, per favorire il social eating, dovrebbero dare degli stimoli per passare le pause pranzo insieme, in modo soddisfacente e salubre. Ad esempio, è possibile fissare in anticipo dei giorni al mese in cui ognuno porta del cibo da condividere con i colleghi durante la pausa pranzo. Oppure, se è disponibile una cucina, si può organizzare insieme la preparazione del pranzo, che si configura ancora di più come attività partecipativa e di team building.
Inoltre, i buoni pasto Repas rappresentano un ottimo modo per supportare il pranzo dei propri dipendenti e la condivisione del pasto, perché possono essere utilizzati in ristoranti, bar, gastronomie, negozi di alimentari e servizi di delivery.
È inoltre fondamentale garantire ai dipendenti tutto il tempo sufficiente per consumare il pasto con serenità, nonché mettere a disposizione quando possibile uno spazio da dedicare ai break di gruppo.


