I buoni pasto sono tra i benefit aziendali più diffusi nel nostro Paese e figurano, inoltre, stabilmente tra i più apprezzati. Visti i vantaggi che il buono pasto garantisce sia ai lavoratori dipendenti che alle aziende, non stupisce che le imprese desiderino allargare quanto più possibile la platea dei collaboratori a cui consegnare regolarmente questo benefit. Sorge però qui spesso una domanda: quali sono le norme che regolano buoni pasto e part time? Ovvero: è possibile erogare i buoni pasto anche ai lavoratori assunti con contratto a tempo parziale? E, più nello specifico, questo benefit può essere assegnato anche in caso di dipendenti che, nel proprio orario di lavoro, non prevedono alcuna pausa pranzo?
La normativa sui buoni pasto
Prima di vedere come le normative attuali regolano la faccenda buoni pasto in part time, vale la pena ripassare velocemente la natura di questo peculiare forma di retribuzione in natura. Il buono pasto rappresenta un benefit che il datore di lavoro può dedurre integralmente, a patto di erogare tale benefit alla generalità dei dipendenti o a intere categorie omogenee. Per l’esenzione si parla di un tetto di 4 euro giornalieri per i buoni pasto in forma cartacea e di 8 euro giornalieri per i buoni pasto elettronici.
Vale la pena precisare che non c’è nessun obbligo per il datore di lavoro di concedere i buoni pasto ai propri dipendenti e collaboratori, nemmeno in assenza di una mensa aziendale: si tratta in ogni caso di una possibilità che può essere prevista da un accordo individuale o collettivo, al di fuori del quale non può esistere pretesa di ricevere dei buoni pasto. Nonostante questo, visti i vantaggi per il dipendente come per l’azienda, il buono pasto è estremamente diffuso. Il buono pasto è flessibile e adattabile alle più diverse esigenze, non va a costituire reddito di lavoro dipendente, e risulta in generale molto più apprezzato rispetto all’indennità di mensa.
Buoni pasto e part time: cosa dice la legge?
Le aziende interessate a erogare ai propri dipendenti dei buoni pasto potrebbero avere una domanda che supera quanto riportato in generale qui sopra:i buoni possono essere assegnati anche ai lavoratori part time? Ecco, va detto che l’accoppiata buoni pasto e part time, sia esso da 4 ore, da 5 ore o da 6 ore, ha portato a tantissime domande. Anche perché, diciamolo, la normativa non è chiarissima, e si è evoluta negli anni lungo vie differenti. Prima di vedere quali sono le leggi che regolano la questione buono pasto e part time, in ogni caso, anticipiamo che sì, anche i lavoratori con un contratto di lavoro a tempo parziale possono ricevere e usare i buoni pasto.
Sono diverse le normative e le comunicazioni ufficiali a cui fare riferimento. Vogliamo citare prima di tutto l’articolo 4 del Decreto 122 del 7 giugno 2017, nel quale viene spiegato che i lavoratori subordinati con contratto a tempo parziale possono ricevere e usufruire – laddove previsti dal datore di lavoro – i buoni pasto; questo, va sottolineato, anche nel caso in cui l’orario di lavoro non preveda nessuna pausa pranzo.
Vale la pena inoltre ricordare anche la risoluzione n.118 dell’Agenzia delle Entrate del 30 ottobre 2006, nonché di conseguenza anche la risposta 123 della stessa Agenzia, con oggetto “Trattamento fiscale dei servizi sostitutivi delle somministrazioni di vitto in favore dei lavoratori dipendenti che svolgono l’attività lavorativa in modalità di lavoro agile”, che si rifà a sua volta al citato Decreto 122. Quindi sì, non ci sono davvero dubbi: anche il lavoratore part time può ricevere i buoni pasto nei giorni lavorati.
Chi non ha diritto al buono pasto
Viste le regole che normano part time e buoni pasto, vale la pena ricordare che esistono delle ristrette categorie di lavoratori che, temporaneamente, non hanno diritto a questo apprezzato benefit. Si parla di:
- lavoratori in malattia
- lavoratori in sciopero
- lavoratori in cassa integrazione
- lavoratori in ferie
- lavoratori in permesso lavorativo
- lavoratori in aspettativa
Per completezza può essere infine utile sapere che, oltre a poter essere concessi ai lavoratori part time, i buoni pasto possono essere affidati anche ai lavoratori in smart working, sia esso parziale o meno.


