Tra le sfide più grandi che le imprese hanno dovuto affrontare negli ultimi mesi c’è stata sicuramente quella relativa all’attrazione dei talenti e al loro mantenimento in azienda. Per restare competitive, le imprese sono chiamate a investire nel proprio employer brand, ad adeguare le retribuzioni, a impegnarsi nell’offrire opportunità di sviluppo e di avanzamento di carriera, nel fornire visioni concrete in cui i dipendenti possano effettivamente credere.
Dopo il fenomeno delle “grandi dimissioni” a cui si è assistito nel periodo post pandemia – in cui il tasso di dimissioni volontarie è aumentato in molti Paesi (tra i quali l’Italia) – è apparsa evidente la crescente difficoltà nell’attirare nuovi dipendenti e nel trattenere quelli presenti in azienda. Per questo motivo, è facile capire la maggiore attenzione riservata dalle aziende al concetto di total reward, centrale per la valorizzazione del capitale umano. Ma qual è il significato di queste parole e quali sono i componenti chiave di un sistema di total rewarding?
Total reward: il significato
Cos’è il total reward? Questo concetto ha a che fare in modo diretto con la soddisfazione e con il benessere dei dipendenti, e quindi anche con il successo di un’azienda. La traduzione letterale di total reward è “retribuzione totale”, a indicare per l’appunto l’intero sistema di ricompensa dei dipendenti. È bene però capire il significato esatto di total reward, che non indica meramente la retribuzione monetaria: si parla anche di benefit, di flessibilità, di opportunità di crescita, di work-life balance e via dicendo. Vediamo più nel dettaglio quali sono gli elementi che compongono un sistema di total rewarding.
Total reward: gli elementi che la compongono
Ecco quali sono gli elementi che possono comporre il total reward di un dipendente:
- La compensazione: in questa prima voce, la più immediata e la più facilmente calcolabile, viene inserita la retribuzione del dipendente. Sia quella fissa sia quella, va sottolineato, variabile, che può quindi aumentare anche in base alle performance e all’impegno di ogni singolo collaboratore.
- I benefit aziendali: oltre alla retribuzione economica ai dipendenti possono essere riconosciuti diversi benefit, tra i quali si individuano per esempio l’assistenza sanitaria integrativa, l’auto aziendale e ovviamente anche i buoni pasto forniti da Repas, immancabili in una buona strategia di total rewarding.
- Le opportunità di sviluppo professionale: se fino ad adesso si è parlato di componenti facilmente quantificabili, ora si passa a elementi leggermente più astratti, ma di certo importantissimi per garantire il benessere e la soddisfazione dei dipendenti. All’interno della retribuzione totale dei collaboratori è possibile individuare infatti anche le opportunità di crescita professionale e di sviluppo offerte dall’azienda. Si parla dunque di corsi di aggiornamento, di occasioni formative, di programmi di coaching, di attività di skilling e di reskilling, e così via.
- L’equilibrio tra vita privata e professionale: infine c’è la voce più difficile da calcolare, ma sempre più centrale negli ultimi anni nel definire la desiderabilità di un luogo di lavoro. Un’azienda che riesce a garantire un buon work-life balance è infatti un’impresa che avrà meno problemi nell’attirare e nel trattenere i migliori talenti. In questa voce vengono considerati aspetti come la flessibilità, lo smart working, la settimana corta, e non solo.
Perché sviluppare un sistema di total rewarding: i vantaggi
L’impresa che decide di dedicare attenzione allo sviluppo di un sistema efficace di total rewarding può assicurarsi importanti vantaggi competitivi. Si parte dalla accresciuta capacità in termini di talent acquisition, con i processi di ricerca e di selezione del personale che incontrano maggiore successo, con un più alto numero di candidature e auto-candidature, con una più marcata facilità nel convincere i candidati ad accettare le proposte di lavoro.
Ma lavorare sul total rewarding significa anche aumentare la soddisfazione dei lavoratori e l’employee engagement così da migliorare concretamente i livelli di retention; si avranno così meno dimissioni volontarie, con tutti i vantaggi che questo può assicurare. E ancora, si parla di performance migliori, quindi di risultati più convincenti, nella consapevolezza che una squadra di dipendenti felici e soddisfatti è anche un team più produttivo, più motivato, che ha più voglia di fare e di crescere.


