Skip to main content

Il 22 marzo 2024 è stato rinnovato il CCNL Commercio per le aziende del Terziario, Distribuzione e Servizi. Come è noto, attraverso i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro vengono definite le regole del rapporto tra datori di lavoro e lavoratori, o meglio, tra le associazioni che rappresentano le due parti. Nel caso del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, per dipendenti e dirigenti, ovvero del contratto sottoscritto da Confcommercio e Confesercenti insieme ai sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs, le persone coinvolte sono complessivamente 2 milioni ed 800 mila; il CCNL Commercio sottoscritto a fine marzo sarà valido fino al 31 marzo 2027, con le modifiche apportate alle normative che sono entrate in vigore già il 1° aprile 2024.


Particolarmente importante, all’interno del CCNL Commercio, è la sezione dedicata al welfare, che si concentra in gran parte sul ruolo della bilateralità: approfondiamo questo aspetto.

Bilateralità e Welfare nel CCNL Commercio

Nel settore del commercio la bilateralità – derivante dall’accordo tra le associazioni dei datori di lavoro e associazioni sindacali – ha da sempre un ruolo centrale. La bilateralità ha portato infatti a individuare e dar vita a una serie di fondi bilaterali ed enti che si occupano di erogare i servizi e le prestazioni di welfare definite in fase di negoziazione su temi come: la formazione, la qualificazione professionale dei lavoratori, la tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, l’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare.
Grazie a questo percorso innescato dalla bilateralità, il CCNL Commercio è andato verso un’evoluzione importante del welfare contrattuale.

Il Welfare del CCNL Commercio obbligatorio

Il Titolo Secondo della Sezione Quarta del CCNL Commercio è dedicato, per l’appunto, al welfare contrattuale obbligatorio e agli enti e fondi bilaterali dedicati al suo espletamento.

Qui vengono elencati:

  • il Fondo EST, predisposto per garantire l’assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori del settore (ad esclusione dei Quadri). A questo proposito, è da sottolineare l’incremento disposto dall’ultimo rinnovo del CCNL del contributo a carico del datore di lavoro, che a partire dall’aprile 2025 dovrà devolvere al fondo 3 euro più;
  • la Cassa di assistenza sanitaria integrativa (Qu.A.S.), a favore dei Quadri, per la quale a marzo è stato stabilito un aumento pari a 40 euro del contributo a carico del datore di lavoro;
  • la Cassa di assistenza sanitaria integrativa “Sanimpresa” per Roma e provincia;
  • il Fondo Fon.Te dedicato alla previdenza complementare per i lavoratori del settore;
  • il fondo Formazione Continua For.Te, destinato a finanziare i programmi per la formazione continua;
  • gli investimenti formativi QUADRIFOR, per la formazione dei Quadri;
  • l’Osservatorio nazionale volto ad elaborare indagini e rilevazioni sull’occupazione dei Quadri nel settore, progetti di formazione, aggiornamento e riqualificazione.

Le altre opportunità di Welfare nel CCNL Commercio

Non bisogna certo limitare le opportunità di Welfare del CCNL Commercio ai soli enti e ai soli fondi previsti dagli accordi bilaterali: anche per quanto riguarda le aziende del Terziario, Distribuzione e Servizi vale infatti prima di tutto quanto riportato negli articoli 51 e 100 del TUIR in relazione ai vantaggi fiscali dei servizi di welfare disposti dall’azienda al di fuori di quanto previsto dal Contratto Collettivo.


L’impresa che definisce il rapporto di lavoro con i propri dipendenti mediante il CCNL Commercio può infatti distribuire altri benefit non previsti dalla contrattazione collettiva, che rientrano quindi nel welfare “puro”. Tra questi ci sono ad esempio i buoni pasto, come quelli di Repas, per integrare il welfare previsto dal contratto del commercio, aumentare il potere di acquisto dei lavoratori, e per mettere a disposizione dei dipendenti una rete capillare e ricca di esercizi in cui consumare e acquistare i pasti. Ma si parla anche di buoni acquisto, nonché di abbonamenti per i trasporti pubblici e voucher per il carburante, nel caso di spostamenti con un mezzo privato, oppure di convenzioni aziendali.


Prima di concludere, vale la pena ricordare che un’azienda che struttura un buon sistema di welfare aziendale riesce ad aumentare il livello di employee retention e ad abbassare il tasso di turnover, così da ridurre in parallelo i costi di selezione del personale; ma non è tutto qui, in quanto una buona strategia di welfare ha benefici concreti per quanto riguarda l’employer branding, l’engagement, le performance singole e collettive, la produttività e, ultimo ma non per importanza, il fatturato. Per questo motivo ogni azienda, al di là degli eventuali obblighi previsti dal CCNL, dovrebbe creare un piano di welfare ad hoc, costruito in base all’analisi delle esigenze specifiche dei dipendenti.

Scopri di più da Repas

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere