Negli ultimi anni le aziende italiane si sono scontrate con una crescente difficoltà nel reclutamento dei talenti necessari per la propria crescita e, ancor prima, per la propria stabilità. Non stupisce, quindi, che gli uffici HR delle aziende più strutturate, così come i selezionatori incaricati nelle aziende più piccole, abbiano dedicato un’attenzione sempre maggiore allo sviluppo delle più efficaci strategie di talent attraction.
In un mercato del lavoro che si dimostra sempre più ostico, sapendo che la maggior parte dei processi di selezione del personale presenta importanti sfide e ostacoli, aumentare la capacità della propria azienda di attirare i talenti giusti è fondamentale. Ma cos’è nel concreto la talent attraction, in che cosa differisce dalla talent acquisition, e come è possibile migliorarla per rendere un’impresa più attraente e quindi più competitiva?
Talent attraction: il significato
Vediamo prima di tutto il significato di talent attraction. Traducibile in italiano come “attrazione dei talenti”, indica la capacità di un’azienda di attirare i migliori e più idonei candidati presenti sul mercato del lavoro.
Aumentare la talent attraction significa quindi rendere l’azienda più attraente, presentando agli occhi dei potenziali candidati un luogo di lavoro maggiormente desiderabile. Questo concetto è diventato sempre più importante negli ultimi anni, dal momento in cui si è compreso che un business deve pensare al proprio brand non solo dal punto di vista dei clienti, ma anche da quello dei dipendenti: da qui tutto l’impegno speso per ottimizzare il proprio employer branding.
Differenza tra talent attraction e talent acquisition
I non addetti ai lavori potrebbero avere dei dubbi sulla differenza tra talent attraction e talent acquisition. In entrambi i casi si parla di qualcosa che ha a che fare con la conquista dei migliori talenti presenti sul mercato, indicando però due fasi ben distinte dello stesso processo. Più nel dettaglio, la fase di talent attraction si situa all’inizio, con una strategia atta a presentare l’azienda come un luogo di lavoro ideale, così da stimolare l’interesse di potenziali candidati con i giusti requisiti in termini di soft skills e hard skills.
La talent acquisition è invece la fase successiva: i candidati sono già stati attirati verso l’azienda, e adesso il compito del reparto HR è quello di procedere con la selezione dei profili più idonei attraverso i colloqui di lavoro e i test, per arrivare infine all’assunzione e all’inserimento in azienda. Se nel caso della talent attraction si parla principalmente di branding, di networking e di comunicazione, le attività principali della talent acquisition sono invece analisi dei curricula, colloqui e test di valutazione dei candidati.
Come costruire una strategia efficace per attirare i talenti in azienda
Come sviluppare una strategia di talent attraction efficace? Di certo non si può copiare quella messa in campo da un’altra azienda: ogni organizzazione presenta infatti delle peculiarità, deve quindi presentare di conseguenza una strategia differente. Si parte quindi da un’analisi delle peculiarità dell’impresa, delle competenze da ricercare, degli obiettivi da raggiungere e così via. A questo punto è possibile iniziare a definire e curare l’employer branding, ovvero il marchio in quanto datore di lavoro. Qui è bene esaltare i punti di forza dell’azienda, come per esempio la propria Employer Value Proposition, le opportunità di crescita e di sviluppo, la presenza di benefit aziendali come i buoni pasto Repas, per esempio, le misure di sostegno alle famiglie e di assistenza all’infanzia.
Fino a qui, però, a beneficiare degli sforzi fatti saranno solamente i dipendenti già assunti. È necessario quindi passare allo step successivo, ovvero alla comunicazione, sfruttando quindi il sito web aziendale, i social network, la stampa di settore e gli eventi per promuovere l’immagine dell’azienda. Va sottolineato a questo punto che il messaggio deve essere confezionato tenendo in considerazione lo stile dell’azienda, ma anche il target di riferimento. Non va scordato che gli stessi dipendenti rappresentano delle risorse preziose per migliorare la talent attraction dell’azienda, essendo i testimonial più importanti del brand del datore di lavoro (si parla infatti di employee advocacy).
Si capisce a questo punto che la capacità di attirare talenti non si costruisce in un giorno: si tratta invece di un’attività che deve essere portata avanti nel tempo, con controlli regolari per capire l’efficacia delle misure decise e delle attività messe in campo. Con uno sforzo di questo tipo assumere i migliori candidati presenti sulla piazza sarà decisamente più facile e veloce.


