Cos’è la cultura aziendale? Si parla di valori, di regole, di norme, di credenze? O ancora, di obiettivi, di immagine? Le organizzazioni maggiormente votate alla crescita e più attente pongono una grande attenzione allo sviluppo di una buona cultura aziendale, poiché questa permette di creare un ambiente sereno, di incrementare il benessere dei dipendenti, di abbassare il livello di turnover del personale e di attirare nuovi talenti. Si capisce, quindi, che investire nel miglioramento della cultura aziendale può essere una scelta strategica fondamentale per imprese di qualsiasi dimensione e di qualunque settore: per iniziare è però importante conoscere il significato concreto di questo termine.
Cultura aziendale: il significato
Esistono diverse definizioni che cercano di spiegare in modo breve e allo stesso tempo completo il significato di cultura aziendale: è possibile dire che con questo termine si indica l’insieme di regole, di modalità e di valori condivisi da tutti i membri che fanno parte di un’azienda. Si tratta quindi di un concetto astratto, e perlomeno all’inizio piuttosto vago: è difficile, infatti, riuscire a immaginare e a riunire tutte le convinzioni e tutti i comportamenti condivisi e determinanti per i dipendenti di un’azienda.
All’interno della cultura aziendale finiscono, per esempio, sia il modo in cui dipendenti e manager interagiscono tra loro, sia il modo in cui queste persone interagiscono con clienti, fornitori e partner. Non è quindi del tutto sbagliato accostare la cultura aziendale a delle linee guida in base alle quali vengono decise tutte le mosse dell’organizzazione, dalla più piccola fino a quella più importante.
In uno scenario in cui la competizione tra imprese è sempre più forte, in cui cresce la difficoltà di reclutamento e in cui tenere a bada il tasso di turnover è spesso difficile, migliorare la propria cultura aziendale è fondamentale; a rendere questo passaggio ancora più cruciale è peraltro anche la digital transformation, che con i suoi veloci e continui cambiamenti richiede una solida filosofia aziendale di base.
Gli elementi della cultura aziendale
Per capire più nel concreto cos’è la cultura aziendale e per definire meglio questo aspetto, può essere utile guardare alla letteratura, e ai vari interventi che si sono susseguiti negli anni. Edgar Shein (professore emerito del prestigioso MIT), per esempio, ha individuato tre livelli di manifestazione della cultura organizzativa delle aziende. Si parla di:
- artefatti: al primo livello della cultura aziendale si trovano gli oggetti fisici attraverso cui un’organizzazione si esprime. Si tratta quindi di “cose”, quali gli edifici, l’arredo degli uffici, il tipo di quadri, i colori scelti, la presenza di una sala per il ristoro o per il pranzo dei dipendenti. Un open space decorato con quadri e arredo di design si presta a costruire un ambiente di lavoro totalmente diverso rispetto a quello tipico degli uffici spogli e a porte chiuse;
- valori: al secondo livello si trovano i valori espliciti delle aziende, ovvero gli elementi che la stessa organizzazione comunica all’interno del proprio materiale promozionale. Il testo di riferimento per trovare i valori espliciti di un’organizzazione è tipicamente la pagina “Chi siamo” del suo sito web, dove solitamente sono presenti indicazioni su storia, obiettivi, valori, e via dicendo. Ma i valori espliciti si possono ricavare facilmente anche dalle modalità secondo cui è impostata la comunicazione interna;
- assunti: infine, il terzo livello individuato da Shein è quello degli assunti, ovvero gli elementi che, pur non essendo detti o esplicitati, definiscono la cultura aziendale. Si parla per esempio delle regole non dette ma ritenute ovvie, di norme radicate delle quali talvolta gli stessi dipendenti sono inconsapevoli ma rispettosi.
Come cambiare la cultura aziendale per creare un buon ambiente di lavoro
Per ridurre il tasso di turnover, per costruire un ambiente di lavoro più sereno e più produttivo, per migliorare la propria strategia di employer branding: ci sono tanti ottimi motivi per voler cambiare una cultura aziendale che non sembra performante. Diventa quindi importantissimo, oltre al rivedere aspetti come gli spazi di lavoro, la comunicazione interna e i processi di scambio interno, proporre una rinnovata e più attenta strategia di welfare aziendale, assicurare ai dipendenti una buona flessibilità oraria, aprirsi alla contaminazione dei saperi e stimolare un contesto di fiducia e di trasparenza, promuovendo per esempio pause pranzo più piacevoli per i propri dipendenti, per favorire il team building e lo spirito di squadra.
Migliorare la cultura aziendale può portare a un aumento della soddisfazione dei lavoratori, che saranno quindi più motivati a dare il meglio per la propria azienda, con risultati potenzialmente positivi sulla produttività e, quindi, anche sul fatturato.
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