Come è noto, i buoni pasto sono tra i benefit aziendali più apprezzati dai lavoratori dipendenti. Siano essi cartacei o elettronici, i lunch coupon sono infatti essenziali per favorire un’alimentazione sana ed equilibrata anche durante i giorni lavorativi, senza che queste spese possano impattare economicamente sul reddito del collaboratore.
Si tratta di un modo concreto per aiutare i lavoratori dipendenti, e facilitare la loro vita, essendo un buono pasto utilizzabile presso ristoranti, bar, ma anche supermercati, gastronomie, negozi di prodotti alimentari, food-truck e persino e-commerce online specializzati nella vendita di prodotti alimentari, se convenzionati con la società emettitrice dei buoni. Tutto questo, inoltre, è ulteriormente favorito dal fatto che i buoni pasto sono caratterizzati da importanti vantaggi fiscali.
Tuttavia, dal punto di vista dei lavoratori e delle aziende, possono sorgere delle domande sull’erogazione di buoni pasto. Qual è, ad esempio, il rapporto tra buoni pasto e ferie o permessi? E nel caso speciale delle assenze legate ai permessi 104, questi ticket sono da considerarsi dovuti o meno? Facciamo chiarezza.
Buoni pasto, ferie e permessi 104: le regole
Per capire se i buoni pasto siano o meno dovuti in caso di ferie, di permessi o di permessi 104, è bene ripassare la natura di questi particolari benefit aziendali. Questi coupon possono essere messi a disposizione dall’azienda per i propri collaboratori, rappresentando in tal senso una prestazione di vitto nel caso in cui la stessa impresa non disponga di una mensa aziendale. Va a questo proposito ricordato che nessuna azienda, nemmeno in assenza di una mensa, è obbligata a erogare dei buoni pasto: si tratta di una scelta volontaria, motivata dai tanti vantaggi che il benefit in questione assicura.
Detto questo, l’attribuzione dei buoni pasto avviene nelle giornate lavorative effettivamente lavorate dal percettore; nel caso dei dipendenti pubblici o privati le ore lavorate devono essere almeno 6, ma alcuni contratti collettivi di categoria potrebbero prevedere un numero di ore lavorate più favorevole.
Ecco che allora l’intero meccanismo dei buoni pasto, con le relative agevolazioni fiscali, non è in essere nel momento in cui il collaboratore non lavora. Nel dettaglio, il diritto automatico ai buoni pasto viene meno in queste situazioni:
- giorni di ferie;
- domeniche non lavorative e giornate festive non lavorate;
- permessi di lavoro di una giornata intera;
- permessi per la Legge 104 di una giornata intera;
- periodi di aspettativa;
- congedi per maternità facoltativa;
- congedi per malattia e infortunio;
- giornate di sciopero;
- permessi sindacali.
Si capisce, quindi, che nel momento in cui un collaboratore usufruisce di una o più delle tre giornate previste mensilmente dall’articolo 33 della legge 104 del 1992, pur trattandosi di permessi “retribuiti”, non ha diritto a nessun buono pasto. Questo perché il buono pasto non è da interpretarsi come integrazione allo stipendio, ma solamente come benefit.
Diverso è il caso del permesso di poche ore: in quel caso si ha comunque diritto a ricevere il buono pasto, purché venga raggiunta la soglia di ore lavorate prevista dal proprio contratto.
L’utilizzo dei buoni pasto in ferie o durante i permessi 104
Per completezza va precisato che, pur non prevedendo la percezione dei lunch coupon durante ferie o permessi 104, nessuna legge vieta l’utilizzo dei ticket ricevuti per i giorni lavorativi svolti durante giorni di vacanza o di permesso. Ecco che allora il lavoratore può decidere in piena libertà quando utilizzare il buono pasto, spaziando tra giorni lavorativi, festivi, di permesso o di assenza.
I buoni pasto dati durante le ferie: le agevolazioni fiscali decadono
Infine, per completare l’analisi del rapporto tra buoni pasto, ferie e permessi 104, è bene sottolineare che nessuno vieta al datore di lavoro di prevedere l’erogazione di buoni pasto anche durante giorni come le ferie. In questo caso, però, decadono come anticipato tutti i vantaggi fiscali previsti abitualmente per i ticket: nessuno vieta l’erogazione in giorni diversi da quelli lavorativi, ma tornano in gioco in tal caso tassazione e contribuzione, con il loro importo che torna a formare reddito, così come lo stipendio.
Conoscere questi dettagli permette all’azienda e ai dipendenti di usare al meglio i buoni pasto. Repas, società italiana specializzata nella fornitura di buoni pasto, mette a disposizione delle aziende e dei professionisti sia i buoni pasto elettronici che cartacei, per garantire il massimo della flessibilità e libertà.


