I fringe benefit rappresentano una risorsa fondamentale per incrementare il potere d’acquisto dei dipendenti e rilanciare i consumi, specialmente in un periodo segnato dall’aumento dei prezzi. Questi strumenti di welfare aziendale sono sempre più apprezzati dai lavoratori, con i buoni pasto Repas tra le forme più diffuse. Anche le aziende ne traggono vantaggio, poiché i fringe benefit contribuiscono a migliorare produttività, soddisfazione e motivazione del personale, offrendo al contempo significativi benefici fiscali.
Lo Stato promuove l’uso dei fringe benefit come strumento per aumentare il reddito disponibile dei cittadini senza impattare negativamente sulle finanze pubbliche. Infatti, questi incentivi non incidono su pensioni, TFR o mensilità aggiuntive. Ma cosa cambia per i fringe benefit nel 2025? Scopriamo insieme le nuove soglie e le principali novità.
Cosa cambia nei Fringe Benefit 2025?
Negli ultimi anni, i limiti dei fringe benefit sono stati oggetto di frequenti modifiche con ogni nuova legge di bilancio. La normativa standard prevede una soglia massima di 258,23 euro annui, superata la quale i beni e i servizi erogati dal datore di lavoro diventano imponibili. Tuttavia, negli ultimi anni questa soglia è stata più volte innalzata per determinate categorie di lavoratori.
Nel 2023, il limite era stato portato fino a 3.000 euro per i lavoratori con figli a carico, mentre nel 2024 è stata introdotta una differenziazione:
- 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico
- 1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico
Per il 2025, non ci saranno modifiche: i limiti rimarranno invariati e saranno prorogati anche per i periodi d’imposta 2026 e 2027.
Fringe Benefit 2025: i limiti
Ci si era aspettati, negli ultimi mesi, una possibile ulteriore modifica da parte del governo per i limiti dei fringe benefit 2025: l’ipotesi era stata quella di una creazione di un tetto unico e uguale per tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dalla presenza di figli a carico. Tale tetto, secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi, avrebbe dovuto essere fissato tra i 1.500 e i 2.000 euro. Così invece non è stato: secondo la nuova Legge di Bilancio i limiti del fringe benefit 2025 rimarranno infatti quelli già previsti per il 2024. È c’è di più: i limiti di 1.000 per i lavoratori dipendenti e di 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico sono confermati e prorogati anche per i periodi d’imposta 2026 e 2027. L’eccezionale “aumento” rispetto agli ordinari 258,23 euro all’anno diventa così la nuova normalità, contraddistinta dalla differenziazione tra lavoratori con o senza figli da mantenere.
Vale la pena ricordare che, per essere considerati a carico, i figli in questione devono possedere redditi inferiori ai 4.000 euro (in caso di figli con meno di 24 anni) e di 2.840,51 euro (nel caso di figli di età superiore ai 24 anni).
Come funziona il Fringe Benefit in Busta Paga 2025?
L’erogazione dei fringe benefit in busta paga avviene sotto forma di beni e servizi esentasse fino al limite massimo stabilito dalla normativa. Se il valore complessivo dei benefit supera la soglia prevista, l’intero importo diventa imponibile e concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
Le aziende possono offrire ai dipendenti fringe benefit sotto forma di:
- Buoni pasto (come i buoni pasto Repas)
- Abbonamenti ai trasporti pubblici
- Rimborsi per spese scolastiche e assistenza ai familiari
- Beni e servizi aziendali (es. auto aziendali ad uso promiscuo, polizze assicurative, ecc.)
Cosa rientra nei 2.000 euro di Fringe Benefit?
Nel 2023, la soglia di 3.000 euro era prevista solo per lavoratori con figli a carico, ma nel 2024 e 2025 il tetto massimo è stato ridotto a 2.000 euro per chi ha figli a carico e 1.000 euro per chi non ne ha. Non tutti i benefit rientrano in questa somma:
- Sono inclusi buoni spesa, buoni benzina, rimborsi per le bollette domestiche (acqua, luce, gas)
- Non rientrano i contributi previdenziali e le forme di welfare aziendale più strutturate
Per essere considerati a carico, i figli devono avere un reddito inferiore a 4.000 euro (se sotto i 24 anni) o 2.840,51 euro (se sopra i 24 anni).
Novità 2025: Rimborso Affitto per Neoassunti
Un’importante novità per il 2025 riguarda un’esenzione fiscale fino a 5.000 euro per il rimborso dell’affitto destinato a specifiche categorie di neoassunti. Questa misura sarà valida solo per i lavoratori:
- Assunti tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025
- Con un reddito fino a 35.000 euro annui
- Che si trasferiscono per lavoro di oltre 100 km dalla precedente residenza
L’esenzione, valida per i primi due anni dall’assunzione, riguarda il rimborso del canone di locazione e delle eventuali spese di manutenzione dell’abitazione. Tuttavia, ai fini dell’ISEE, questo rimborso verrà considerato nel calcolo del reddito complessivo.
Nuova Disciplina Fiscale per le auto aziendali nella Legge di Bilancio 2025
Dal 1° gennaio 2025, sono entrate in vigore nuove disposizioni fiscali e previdenziali per le auto aziendali ad uso promiscuo, con importanti vantaggi per chi utilizza veicoli elettrici o ibridi.
Secondo la Legge di Bilancio 2025, il valore del fringe benefit tassabile sarà calcolato sul 50% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 km, come indicato dalle tabelle ACI. Questo valore verrà applicato al periodo d’imposta successivo, al netto di eventuali trattenute per il dipendente.
Per promuovere la mobilità sostenibile, la normativa introduce una riduzione dell’imponibile per i veicoli aziendali a basse emissioni:
- Solo il 10% dell’importo sarà tassato per le auto 100% elettriche.
- Il 20% dell’importo sarà tassato per i veicoli ibridi plug-in.
L’obiettivo della nuova normativa puntano a incentivare l’uso di auto aziendali elettriche e ibride, ridurre l’impatto ambientale e le emissioni di CO₂. Infine punta a offrire agevolazioni fiscali alle aziende che investono in mobilità sostenibile.
Conclusioni
I fringe benefit 2025 confermano le agevolazioni introdotte negli ultimi anni, mantenendo i limiti di 1.000 euro per i lavoratori senza figli e 2.000 euro per quelli con figli a carico. La vera novità riguarda il rimborso affitto fino a 5.000 euro per i neoassunti, una misura che punta a incentivare la mobilità lavorativa.
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