In questo articolo vedremo come funziona l’assegnazione dei buoni pasto nella Pubblica Amministrazione: spiegheremo quindi in quali casi questi voucher possono essere dovuti ai dipendenti pubblici a livello di ore lavorate, per poi spiegare come avviene l’assegnazione delle convenzioni per la fornitura dei buoni pasto a società del settore. Intorno alle normative sull’utilizzo dei buoni pasto aleggia infatti sempre qualche dubbio, relativo per esempio al tipo di turni che danno diritto al buono, oppure all’assegnazione dei voucher in caso di lavoro in smart working da parte dei dipendenti pubblici.
Andiamo con ordine: vediamo come funzionano in generale i buoni pasto nella Pubblica Amministrazione.
Buoni pasto per la Pubblica Amministrazione: come funzionano
Il buono pasto è un benefit dalla funzione assistenziale e non retributiva, e a inserirlo nel rapporto tra organizzazione e collaboratori sono i contratti collettivi. In questo caso si fa riferimento al CCNL relativo al personale del comparto funzioni locali del 16 novembre 2022.
Secondo l’articolo 35 del contratto, un turno lavorativo che supera le 6 ore deve presentare una pausa per la consumazione del pasto di durata non inferiore ai 30 minuti. I buoni pasto possono essere erogati come misura sostitutiva del servizio mensa previo accordo con i sindacati, e hanno diritto ai buoni i dipendenti che prestano servizio:
- di mattina con prosecuzione nelle ore pomeridiane;
- nel pomeriggio con prosecuzione nelle ore serali;
- di sera, con prosecuzione nelle ore notturne.
Inoltre, l’articolo recita anche che: “il servizio di mensa, o il buono pasto sostitutivo, è riconosciuto, indipendentemente dalla durata della giornata lavorativa, per il personale che contestualmente è tenuto ad assicurare la vigilanza e l’assistenza ai minori ed alle persone non autosufficienti e per il personale degli enti che gestiscono le mense nonché quelli per il diritto allo studio universitario che sia tenuto a consumare il pasto in orari particolari e disagiati in relazione alla erogazione dei servizi di mensa.”
Non può in ogni caso essere erogato più di un buono pasto al giorno, e i voucher vengono erogati a cadenza mensile, in base al numero di giornate lavorative accumulate nel mese precedente.
Il riconoscimento dei buoni pasto per lo smart working nella PA
In merito al funzionamento dei buoni pasto nella Pubblica Amministrazione, è il caso di precisare cosa avviene nel caso particolare dei dipendenti pubblici in smart working: anche per chi lavora da remoto è possibile approfittare dei buoni pasto? In linea di massima, non esiste nessuna norma che vieta questa scelta. Anzi, il 23 dicembre 2022 il Dipartimento della Funzione Pubblica ha dichiarato che tutte le amministrazioni, in piena autonomia organizzativa e gestionale, possono decidere nel modo ritenuto più opportuno sull’erogazione dei buoni pasto per i lavoratori in smart working.
Diverso è il caso dei lavoratori pubblici in regime di lavoro agile: secondo una nota dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni del 16 gennaio 2023, infatti, poiché questi lavoratori non hanno vincoli di orario o luogo di lavoro, non hanno diritto al riconoscimento dei buoni.
Ora che sappiamo come funzionano i buoni pasto per le PA, scopriamo in che modo vengono assegnate le convenzioni per questi buoni.
Buoni pasto nella Pubblica Amministrazione: la funzione di Consip
Nel nostro Paese tantissimi dipendenti del settore pubblico ricevono ogni giorno lavorativo dei buoni pasto, per poter acquistare cibo per la propria pausa pranzo presso ristoranti, bar, pizzerie, gastronomie, supermercati, e-commerce, negozi e via dicendo. Nel caso delle aziende private, sono le singole imprese a scegliere il partner al quale rivolgersi per assicurare ai propri dipendenti questo apprezzato strumento di welfare; per la Pubblica Amministrazione, invece, le cose funzionano in modo differente.
Per assicurare il massimo della trasparenza e della correttezza, la procedura di assegnazione alle società del settore che si occupano di buoni pasto avviene mediante apposito bando di gara Consip. Tipicamente, i bandi vengono rinnovati ogni due anni, e mirano a offrire ai dipendenti pubblici il migliore dei servizi per la fornitura del buoni pasto, anche in ragione alla rete capillare di servizi presenti sul territorio ai quali rivolgersi per la pausa pranzo.
Buoni pasto per le PA
Come si è detto, la procedura di assegnazione alle società del settore avviene mediante apposito bando di gara Consip. Repas, per esempio, fornisce gli buoni pasto Business specifici per le PA di Lazio, Toscana, Campania ed Emilia-Romagna. A disposizione delle Pubbliche Amministrazioni c’è il nostro portale Enti Pubblici Repas, che consente alle PA di effettuare la richiesta dei voucher in modo semplice e veloce, garantendo processi automatizzati e totalmente digitali, con sicurezza massima dei dati e grande rapidità nell’erogazione del servizio.


